Dal 24 novembre (oggi!) nelle librerie:SEDIE VUOTE
Memorie dagli anni di piombo, dalla parte delle vittimeParlano loro, finalmente.
In alcuni casi per la prima volta dopo 30 anni di silenzio.
I famigliari delle vittime del terrorismo e delle stragi accolgono la proposta di una piccola casa editrice trentina – Il Margine – che ha coinvolto 30 giovani studenti del Liceo e dell’Università in un progetto di scoperta degli anni di Piombo che ancora oggi rappresentano una ferita aperta nel Paese.
Ne sono nati 10 intensi dialoghi tra i giovani e le persone. Domande dirette e acutamente innocenti, e risposte trasparenti e coinvolte, quasi a voler consegnare il senso di responsabilità e l’importanza della memoria a una nuova generazione che si affaccia oggi alla realtà di un Paese ancora diviso e dalla rimozione facile.
Nella scelta di leggere i grandi eventi del nostro dopoguerra a partire dalla prospettiva delle vittime, vengono alla luce la faticosa dialettica fra giustizia e perdono, il rapporto fra democrazia e violenza e il problema della pena e della responsabilità morale.
Nei dialoghi emerge l'esperienza della privazione, della sedia lasciata vuota in casa, di una solitudine irreparabile e incomprensibile causata dalla ferocia della violenza politica di quegli anni.
Parlano loro, questa volta, perchè troppa visibilità pubblica è stata data agli autori della violenza e a coloro che la teorizzarono in un periodo in cui “il mio papà di sicuro non era in guerra, non pensava di essere in guerra, non aveva scelto la lotta armata” come dice Silvia Giralucci, figlia della prima vittima delle Br.
E il libro raccoglie le parole di Mario Calabresi, Benedetta Tobagi, Silvia Giralucci, Manlio Milani, Giovanni Ricci, Alfredo Bazoli, Agnese Moro, Giovanni Bachelet, Vittorio Bosio e Sabina Rossa.
Nelle loro parole il ruolo delle istituzioni politiche, della chiesa, dei servizi segreti e dei Paesi stranieri; la scelta degli assassini di spersonalizzare le vittime, riducendole a simboli, come premessa necessaria per uccidere.
I familiari delle vittime esprimono soprattutto il loro desiderio di superare il dolore, la volontà di ricostruire e di riaffermare la vita, la determinazione a non cedere alla tentazione del rancore e la fermezza nel ribadire l’importanza della difesa delle istituzioni democratiche.
E’ un libro per uscire da quelle letture riduttive che delle vittime ricordano unicamente la morte lasciandone solo sullo sfondo la vita, gli affetti, il lavoro, l’intreccio delle relazioni.
La lucida post-fazione di Giancarlo Caselli aiuta a capire il senso della lotta alle Br e la Resistenza tradita.
Se il libro di Mario Calabresi “Spingendo la notte più in là” ha cambiato la percezione dell’opinione pubblica, questa raccolta di dialoghi ci porta dentro le storie di chi ha scelto finalmente di aprirsi per testimoniare la possibilità di riappropriarsi della propria storia e di trasmettere il senso di vite interrotte nello svolgimento di gesti quotidiani.
Nella normalità mai sufficientemente salda della democrazia.
E’ una voce, ferma e pacata, che mancava, da troppo tempo.
www.il-margine.itNB!!!!!!!
Nel caso di interesse alla lettura vi segnalo che –dati i noti problemi di distribuzione…- il testo si può acquistare anche on-line all'indirizzo
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Io faccio parte dei ragazzi che hanno partecipato al progetto! percui, come direbbe giorgia: "vota antonio, vota antonio, accattatevill'!!"

insomma, pensateci, tra poco è natale!

besos!
Edited by VdM:o) - 27/11/2008, 18:55